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Ricostituzione dei Tarocchi di Marsiglia

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tarocchi: a2_conver_xixIn tutto il mondo attualmente, i giochi di Tarocchi esistenti sono centinaia di migliaia. Numerosissimi autori si sono accostati alla creazione di un nuovo gioco di Tarocchi, cercando di superare nella propria opera quello che da sempre è stato considerato uno dei problemi principali dei Tarocchi: la loro imperfezione. Perché questa necessità?

Sappiamo che la teoria oggi più accreditata sostiene che la nascita dei Tarocchi sia avvenuta nel periodo del Rinascimento italiano e che nel corso delle epoche successive le immagini originarie sarebbero state modificate e integrate, cioè nel complesso migliorate. Significa che i Tarocchi sarebbero nati con un certo livello di precisione, o meglio di imprecisione, e che man mano, nel corso dei secoli, avrebbero subito un progressivo processo di miglioramento. Chiaramente il responsabile  di questo perfezionamento era l'ultimo autore che in ordine di tempo si era dedicato alla loro rivisitazione. Questo vuol dire che, per esempio, se a interessarsi dei Tarocchi era Arthur Edward Waite, la carta della Giustizia, che da sempre aveva occupato la posizione VIII, veniva trasferita al posto XI, quello della Forza; ma se ad occuparsene era Aleister Crowley, la Giustizia diveniva il Giudizio e quest'ultimo si trasformava in Eone... A chi dunque poter credere?

In maniera radicalmente differente rispetto alle teorie vigenti, Philippe Camoin, erede dell'ultima dinastia francese di maestri cartai marsigliesi, sin dal 1998 sostiene che è nella Marsiglia dei primi secoli che è opportuno investigare l'origine dei Tarocchi di Marsiglia, quindi dei Tarocchi in generale.

In base a questa differente visione, dunque, l'imperfezione da ricercare sembrerebbe piuttosto di un altro tipo. Cerchiamo di approfondire  meglio questo aspetto.

Osservando gli antichi giochi di Tarocchi di Marsiglia, è facilmente percepibile la presenza di un canone comune. Una sorta di filo conduttore che lega i disegni ed i simboli nel corso della creazione dei mazzi delle varie epoche. Questo dato, contestualmente alla presenza di documenti cui hanno avuto accesso all'inizio della loro opera di ricostituzione dei Tarocchi di Marsiglia, ha consentito a Philippe Camoin ed ad Alejandro Jodorowsky di elaborare un'ipotesi diametralmente opposta rispetto a quella formulata da qualsiasi altro studioso finora: il presupposto cioè che esistesse un antico gioco di Tarocchi primitivo che nel corso dei secoli avrebbe subito la dispersione del suo contenuto simbolico e l'alterazione dei colori. Proprio dunque esattamente il contrario delle teorie più in voga.

tarocchi: Carta_IIE allora, i Tarocchi italiani di Visconti-Sforza, che ruolo avrebbero? Non sono forse questi ad essere considerati gli originari, i primitivi?

Sempre secondo le ipotesi di Philippe Camoin, in progressiva e parziale rivelazione sin dal 1998, questa teoria sarebbe chiaramente incorretta.

Infatti in questi Tarocchi si avverte al più la presenza di vestigia di una Tradizione che avrebbe consentito di riprodurre le immagini seguendo un certo tipo di canone comune. E poiché i tratti ed i simboli si discostano ampiamente dal modello dei Tarocchi di Marsiglia, è intuibile che questa Tradizione sia stata soprattutto di natura orale, cioè ancor più approssimativa. È come se questi tarocchi fossero  l'opaco specchio di una antecedente immagine nitida, cristallina; un pallidissimo ricordo, una vaga copia.

Dunque il modello era più antico e, di generazione in generazione, veniva custodito e tramandato. Tanto più che il divieto di produrre carte da gioco ne favoriva una silenziosa e segreta trasmissione.  Tuttavia, anche a causa del progressivo aumento della produzione di carte da gioco nel corso dei secoli, notevolmente accelerata dall'autorizzazione regale francese che ne consentiva una libera produzione, di questi ipotetici Tarocchi primitivi non era rimasta  alcuna traccia. Completamente dispersi nei rivoli di centinaia, migliaia di giochi disegnati, incisi, stampati un po' ovunque nel mondo.

Ma per i Tarocchi, si può propriamente parlare di "giochi"?

Sempre secondo i due maestri Alejandro Jodorowsky e Philippe Camoin, ciò che è stato talvolta definito il loro "restauro" dei Tarocchi, è in realtà la Rinascita di uno spirito che i due autori chiamano lo Spirito dei Tarocchi. Per i due maestri dunque, i Tarocchi non rappresentano un mero gioco di carte, ed il loro lavoro non è stato il semplice restauro di un gioco antico: è stato in realtà il recupero di  simboli sparpagliati in tutta Europa, con lo scopo di ricostituire una struttura esoterica complessa finora sconosciuta a tutti gli Iniziati degli ultimi secoli (perché nessun gioco di Tarocchi attualmente in circolazione  la conteneva più nella sua interezza) con l'obiettivo di ridare "Voce" a questa Entità che i Tarocchi rappresentano.


Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Dicembre 2009 00:48