È essenziale proseguire con una precisazione che non ci sembra di poco conto: è più opportuno parlare di Ricostituzione o di Restauro dei Tarocchi? Qual è la differenza? È una sottigliezza accademica o un elemento sostanziale?
Il restauro è quel processo che "rimette in buono stato" le cose, cioè in questo caso l'opera che i Tarocchi rappresentano. Questo presuppone che qualcosa di esistente, reale, sia già a disposizione del restauratore. Immaginiamo un quadro: colui che ne opera il restauro lavora già sull'elemento originale, che riconduce così progressivamente al suo stato di integrità primordiale.
Ma questo è ciò che è accaduto nell'ambito del lavoro dei due maestri Philippe Camoin e Alejandro Jodorowsky? No, decisamente.
Nel corso di questa immane operazione, difatti, mancava l'elemento essenziale: l'elemento originario integrale, nel suo insieme, su cui lavorare. Quindi, di fatto, in questo caso si tratta di un lavoro di Ricostituzione che deriva dalla Creazione ex novo di un'opera che non esisteva più.
Il nuovo gioco Camoin-Jodorowsky che ne è derivato, quindi, contiene sia i simboli che i colori che si ritrovano su altri giochi (restauro), sia elementi che, proprio perché scomparsi, attraverso il confronto di decine e decine di giochi, quindi attraverso un lavoro di vera e propria creazione, è stato possibile riportare in quella che secoli addietro deve essere stata la loro primitiva collocazione: ecco dunque la ricostituzione di un antico gioco, da secoli del tutto scomparso, ricondotto alla sua integrale condizione originaria.
Ne è nata così un'opera nuova, nel senso che essendo scomparsa non esisteva più. Un'opera composita e originale (e dunque protetta da copyright) ma del tutto fedele al canone primordiale. È questa la grande distanza che separa il gioco di Tarocchi Camoin-Jodorowsky rispetto ai giochi del passato: una distanza scavata lungo il solco di un'autentica Tradizione.





